Comuni umbri al lavoro su ampliamento e governance dell’accoglienza: qualità dei percorsi, integrazione e sostegno ai piccoli centri
PERUGIA – In Umbria sono attivi 16 progetti legati al Sai (Sistema accoglienza ed integrazione), gestiti da 13 Comuni (Castel Ritaldi, Corciano, Foligno, Gualdo Tadino, Gubbio, Magione, Massa Martana, Narni, Orvieto, Panicale, Perugia, Spoleto e Terni) insieme agli enti del Terzo settore, per oltre 550 posti occupati: 477 ordinari, circa 70 per Msna (Minori stranieri non accompagnati) e 6 dedicati a persone con fragilità sanitarie (Narni). Il sistema deve però bilanciare la presenza di circa 100 strutture Cas (Centri di accoglienza straordinaria), coordinati dalle Prefetture di Perugia e Terni e affidati a soggetti gestori, che ospitano complessivamente oltre 1.400 persone: di cui molte resteranno sul territorio se non trovano posto nel Sai o non vogliono trasferirsi.
Infatti, pur operando nello stesso ambito, i due modelli rispondono a esigenze diverse. Il Sai (seconda accoglienza) è il sistema ordinario e accompagna le persone in percorsi di inclusione e autonomia. I Cas (prima accoglienza), invece, vengono attivati per far fronte a esigenze straordinarie di accoglienza, offrendo una risposta immediata ai flussi di arrivo.
Il nuovo Patto europeo migrazione e asilo richiede un equilibrio tra Cas e Sai, spingendo i territori che lo desiderano ad ampliare i progetti per evitare soluzioni emergenziali. Il Ministero dell’Interno sta per pubblicare nuovi bandi Sai finanziati con fondi europei: previsti 2.400 posti ordinari, 400 per Msna e 400 per persone con disagio mentale (Adsdm). L’obiettivo è rafforzare un’accoglienza diffusa, programmata e sostenibile, con il coinvolgimento diretto dei Comuni e un coordinamento regionale favorevole.
Di questo si è parlato nel corso dell’incontro con gli amministratori umbri sul sistema di accoglienza – organizzato da Anci Umbria in collaborazione con Anci nazionale – a cui ha preso parte Virginia Costa, responsabile del Servizio centrale di Anci, che è l’ufficio che sostiene e accompagna gli enti locali nella realizzazione delle attività previste dal Sai.
Era presente all’iniziativa Federico Gori, presidente di Anci Umbria, che nel corso del suo intervento ha ribadito che “per noi rafforzare la governance dell’accoglienza è oggi fondamentale. Accogliere non significa solo offrire ospitalità, ma costruire percorsi di integrazione di qualità, affinché ogni persona possa diventare parte attiva della comunità. Questo è particolarmente importante nei piccoli Comuni, dove invecchiamento e spopolamento rappresentano una criticità: investire nell’inclusione significa anche sostenere la tenuta sociale dei territori, delle scuole e dei servizi locali. Serve equilibrio, responsabilità e una comunicazione chiara con i cittadini. Momenti di confronto come questo, insieme ai workshop che seguiranno, ci permettono di essere più consapevoli e proattivi nel portare avanti un lavoro serio, impegnativo ma necessario”.
A coordinare l’incontro Costanza Spera, coordinatrice della consulta affari sociali, welfare, disabilitá, anziani e minori di Anci Umbria e assessora alle politiche sociali del Comune di Perugia. “Nei prossimi mesi verranno pubblicati nuovi avvisi per la creazione e l’ampliamento dei progetti Sai – ha affermato – e per questo abbiamo avviato una serie di workshop territoriali: vogliamo spiegare il valore di questi servizi e raccogliere esigenze, dubbi e richieste dei Comuni. Parlo da amministratrice di un territorio che oggi accoglie 105 posti Sai e ha chiesto un ulteriore ampliamento di 20 posti, a fronte di centinaia posti all’interno del Cas: una differenza enorme, che mostra quanto il servizio di seconda accoglienza garantisca una presa in carico completa, un accompagnamento vero e percorsi di vita più solidi. Nei Sai vediamo risultati concreti: inclusione scolastica dei minori, inserimenti lavorativi, opportunità reali per chi arriva e, allo stesso tempo, una crescita significativa delle nostre comunità accoglienti. Per questo è fondamentale rafforzare la rete Sai: rappresenta una risorsa strategica per i territori e il modello più efficace per un’accoglienza diffusa, sostenibile e capace di generare integrazione”.
Durante l’incontro, molto partecipato, è stato più volte sottolineato come l’Umbria sia formata maggiormente da piccoli Comuni, che hanno difficoltà a dare vita a modelli di sostenibilità accettabili per i territori. Prendendo spunto da queste osservazioni che Anci nazionale ha ricordato che si può partecipare ai bandi sia come titolari che come aderenti in forma aggregata.





