INCONTRO TRA ANCI UMBRIA, SINDACI E GIUNTA REGIONALE SU PROPOSTA MANOVRA REGIONALE

Il presidente Federico Gori: “I Sindaci auspicano riforme orientate alla razionalizzazione della spesa pubblica, laddove necessario, tutelando in ogni caso i cittadini, in particolare le fasce più fragili e a reddito medio-basso”

Perugia, 28 marzo 2025 – L’ufficio di Presidenza di Anci Umbria, insieme a numerosi Sindaci umbri, ha incontrato  giovedì 27 marzo la presidente della Giunta regionale Stefania Proietti, il vicepresidente con delega al bilancio Tommaso Bori, gli assessori regionali Simona Meloni e Francesco De Rebotti e i dirigenti della Regione Umbria per un confronto sulla proposta di manovra finanziaria in procinto di essere discussa in Consiglio regionale. Durante il confronto, i rappresentanti della Regione hanno illustrato i contenuti della manovra, aprendo un dialogo con gli amministratori locali, che hanno partecipato con numerosi interventi, esprimendo le proprie osservazioni e preoccupazioni.

Anci Umbria ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei territori nelle scelte regionali, evidenziando come tali decisioni abbiano un impatto diretto sulle comunità locali e contribuiscano ad accrescere la pressione nei confronti delle amministrazioni comunali da parte dei cittadini, che attendono risposte chiare e concrete.

“Abbiamo ribadito – ha dichiarato il presidente di Anci Umbria Federico Gori la necessità di comprendere a fondo la portata della manovra, chiedendo in primo luogo di contenere il più possibile l’impatto sulle famiglie umbre. I Sindaci auspicano riforme orientate alla razionalizzazione della spesa pubblica, laddove necessario, tutelando in ogni caso i cittadini, in particolare le fasce più fragili e a reddito medio-basso”.

Al termine del confronto, si è convenuto da entrambe le parti di istituire un tavolo permanente di partecipazione tra Regione Umbria e Anci Umbria, al fine di condividere l’impostazione della manovra prima della sua presentazione al Consiglio regionale. Una decisione che segue l’impegno espresso oggi (venerdì 28 marzo) dalla Giunta regionale a ridurre l’impatto della manovra, anche in risposta alle istanze sollevate dai Sindaci umbri.

Anci Umbria continuerà a farsi portavoce delle istanze dei Comuni, in un’ottica di leale collaborazione istituzionale e nell’interesse delle comunità locali.




LEGGE DI BILANCIO, 3 I COMUNI SOTTO I 1000 ABITANTI CHE HANNO SUBITO I TAGLI PEGGIORI NELLA LEGGE DI BILANCIO

LEGGE DI BILANCIO, SONO 13 I COMUNI UMBRI CON MENO DI MILLE ABITANTI CHE AVRANNO MENO SOLDI DA SPENDERE NEL 2025

Federico Gori (presidente Anci Umbria): “È necessario fare il punto della situazione per supportare e sostenere questi Comuni”. Sul tema interviene anche il sindaco Dini

PERUGIA 17 MAR 2025 – Sono tredici i Comuni umbri con meno di mille abitanti che nel 2025 avranno meno soldi da spendere per interventi come l’efficientamento energetico dell’illuminazione pubblica, la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici, patrimonio comunale ed abbattimento delle barriere architettoniche. È quanto stabilisce la legge di bilancio per il 2025, il più importante provvedimento di programmazione economica approvato a fine dicembre, che ha sostanzialmente azzerato un contributo per gli investimenti di circa 58mila euro all’anno, introdotto nel 2019 da un decreto-legge del primo governo  Conte.

“Come immaginavamo i Comuni con popolazione inferiore ai mille abitanti, che sono circa il 14% di quelli umbri, si troveranno a dover tagliare i servizi ai cittadini o a essere rischio di dissesto finanziario a causa dell’assenza dei fondi del ‘Decreto crescita 2019′”, spiega Federico Gori, presidente di Anci Umbria, che da mesi sta attenzionando la situazione supportando anche Anci nazionale che nei mesi scorsi aveva proposto un emendamento che non è stato accolto in fase di conversione della Finanziaria 2025.

I Comuni che sarebbero interessati dal provvedimento sono: Penna in Teverina, Cerreto di Spoleto, Sellano, Paciano, Preci, Lisciano Niccone, Monteleone di Spoleto, Sant’Anatolia di Narco, Parrano, Scheggino, Vallo di Nera, Polino e Poggiodomo.

“È necessario fare il punto della situazione – prosegue Gori – per cercare di sostenerli e supportarli come possibile. Questa riduzione rappresenta una sfida significativa per i piccoli Comuni, che spesso dipendono da questi fondi per finanziare interventi essenziali, specialmente per quelli più svantaggiati delle aree interne”.
Per attenuare l’impatto di questi tagli, la legge di bilancio ha previsto alcune misure compensative. Ad esempio, ai Comuni con meno di mille abitanti in dissesto finanziario è stato attribuito un sostegno economico fino a 25 milioni di euro per gli anni 2025 e 2026, destinato al pagamento dei debiti ammessi. Inoltre, è stato istituito un fondo straordinario di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2025 e 2026, volto a rafforzare l’offerta di servizi sociali da parte dei piccoli Comuni in difficoltà finanziaria.
“Nonostante queste misure – sottolinea ancora Gori – molti amministratori locali esprimono preoccupazione per l’insufficienza dei fondi disponibili, che potrebbe compromettere la capacità dei Comuni di garantire servizi essenziali e di attuare interventi di miglioramento infrastrutturale. Anche se alcune misure compensative sono state introdotte per supportare i piccoli Comuni, la riduzione dei finanziamenti prevista dalla legge di bilancio 2025 rappresenta una sfida significativa. È essenziale – conclude Gori – che le amministrazioni locali esplorino tutte le possibili fonti di finanziamento e collaborino con enti sovracomunali e altre istituzioni per garantire la sostenibilità e la qualità dei servizi offerti alle comunità”.
Luca Dini, sindaco di Paciano, rimarca il problema sottolineando che “i piccoli Comuni rappresentano una vera risorsa sociale per il Paese. Infatti, essi sono un fondamentale presidio territoriale, in quanto curano e gestiscono un’area vasta fatta di abitazioni, aziende, strade, boschi, percorsi, terreni agricoli, centri storici, palazzi, ecc. I piccoli Comuni, quindi, qualificano anche strutturalmente un territorio e lo vivacizzano con l’aiuto di volontari ed associazioni. Rappresentano un’importante possibilità di turismo, in quanto sono un attrattore turistico naturale e fonte di progetti che permettono un numero maggiore di giorni di presenza nel territorio. Inoltre le amministrazioni dei piccoli Comuni animano i borghi di iniziative, eventi ed attività che altrimenti non verrebbero realizzate. Rappresentano, infine, anche una ricchezza umana e sociale, in quanto il rapporto umano e il senso di comunità nei piccoli borghi è molto elevato. Il rapporto con la pubblica amministrazione è di ascolto e concreto, vista la conoscenza immediata tra le persone e la vicinanza ai problemi”.
“I piccoli Comuni – sottolinea Dini – sono sempre citati nei convegni per il recupero delle tradizioni, nella realizzazione di piani turistici, nelle iniziative per evitare lo spopolamento. Ma poi? Arriva la legge di bilancio che toglie importanti risorse economiche proprio ai Comuni sotto i mille abitanti, le ‘Cenerentole’ della nostra beneamata Italia, quelli che maggiormente avrebbero necessità di essere aiutati. Soldi che venivano utilizzati per manutenzione strade, efficientamento energetico e sistemazione patrimonio comunale. Quindi, questi fondi, dal 2025 non ci sono più. Un problema che va affrontato seriamente e con iniziative efficaci”.




PARI OPPORTUNITÀ: PROTOCOLLO D’INTESA TRA ANCI FERDINANDI E MINISTERO

Protocollo d’intesa Anci-Ministero Pari Opportunità per valorizzare le donne che hanno fatto la storia dei territori

Potenziare nei Comuni le iniziative per le pari opportunità, il superamento degli stereotipi, il ruolo delle donne nella cultura e nella storia, partendo dalle storie invisibili di donne incredibili che hanno contribuito alla crescita dei luoghi nei quali sono nate o vissute. Raccontare i territori attraverso la vita di figure femminili che hanno saputo valorizzarli e farli grandi, per ricostruire la memoria di quella “Italia delle donne” – dal nome di un progetto del ministero per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità – che attraverso la conoscenza, formazione e divulgazione può portare le comunità locali a riscoprire e valorizzare vicende e percorsi poco conosciuti.
È questo l’obiettivo principale del protocollo d’intesa siglato oggi a Roma al MAXXI tra la ministra Eugenia Roccella, la delegata alle Pari opportunità dell’Anci e sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, e il delegato alla Formazione, sindaco dell’Aquila e membro dell’Ufficio di presidenza Anci, Pierluigi Biondi.

A fare da cornice alla firma del protocollo, un ricco evento che ha visto la premiazione di venti biografie di “donne di penna”, “donne di scena” e “donne delle istituzioni”, provenienti da tutta Italia, selezionate fra le 387 con le quali gli enti locali hanno partecipato al primo avviso pubblico dell’”Italia delle donne”, appena concluso. E, accanto, la testimonianza di figure di spicco del mondo delle istituzioni, della cultura, della comunicazione e dello sport: Caterina Balivo, conduttrice televisiva, Claudia Gerini, attrice, Alessandra Necci, direttrice delle Gallerie Estensi e biografa storica, Daria Perrotta, ragioniere generale dello Stato, Laura Ramacciotti, rettrice dell’Università di Ferrara, Elisa Di Francisca, campionessa olimpica di scherma.
Attraverso l’istituzione di un comitato paritetico, Anci e Ministero si impegnano a condividere informazioni e attività di comunicazione rivolte alla formazione degli amministratori locali e del personale degli enti associati sui temi delle pari opportunità.

Altro obiettivo del protocollo, che avrà durata biennale, sarà quello di valorizzare il contributo delle donne alla storia dell’Italia, rendendolo visibile e riconoscibile nei territori nei quali sono state radicate anche attraverso la toponomastica, la promozione di iniziative, l’apposizione di targhe e l’intitolazione di luoghi o strutture nei comuni di origine.“I territori sono il cuore pulsante dell’Italia e le donne fanno parte della loro storia, spesso poco conosciuta e poco raccontata – dichiara la ministra Eugenia Roccella -. Portare alla luce biografie di donne straordinarie, che tra mille difficoltà sono riuscite a rompere i tanti soffitti di cristallo, o anche straordinariamente ordinarie, portatrici di un’intima dimensione di cura sempre sottovalutata, serve a riannodare una memoria condivisa, a non dimenticare le battaglie del passato, ma anche a dare un senso ai traguardi raggiunti nel presente e all’impegno per il futuro. Sono felice che Anci abbia deciso di partecipare a questo progetto, perché i Comuni sono il primo luogo in cui può esprimersi un senso di comunità dove nessuna storia venga cancellata”.
“Sono profondamente orgogliosa di questo protocollo d’intesa – rimarca la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi – perché rappresenta un passo significativo verso il riconoscimento e la valorizzazione delle storie delle donne nella nostra cultura e nella nostra storia. Questo non è solo un tema di rappresentanza; il vero focus è sulla rappresentazione. Attraverso il progetto ‘L’Italia delle donne’ – aggiunge la delegata Anci – ci impegniamo a superare gli stereotipi e a promuovere le pari opportunità, affinché le storie di queste straordinarie figure possano essere raccontate e celebrate. La rappresentazione delle donne è cruciale per modellare l’immaginario specie dei nostri bambini e delle nostre bambine, che devono apprendere il nostro alfabeto sociale. Se permettiamo a una bambina di immaginarsi come astronauta, scienziata o politica, ma la circondiamo di un universo in cui le donne non sono rappresentate come figure di eccellenza, è lì che dobbiamo agire.
“L’Italia delle Donne – dichiara il sindaco de L’Aquila Pierluigi Biondi – è un progetto che restituisce memoria e visibilità al contributo femminile nella storia dei nostri territori. Grazie all’impulso della ministra Eugenia Roccella, questa iniziativa non solo riconosce il ruolo delle donne nel passato, ma offre alle nuove generazioni modelli positivi di competenza e leadership. In Anci, attraverso la formazione, vogliamo rafforzare questo percorso, affinché il talento e il merito siano gli unici criteri di crescita per donne e uomini nelle istituzioni e nella società”.

Roma, 7 marzo 2025




PRESENTATO DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE 2024: IN UMBRIA 89.735 I RESIDENTI STRANIERI

Al palazzo della Provincia di Perugia è stato illustrata la 34esima edizione del Dossier Statistico Immigrazione 2024. L’iniziativa è stata organizzata dalla Regione Umbria e da Anci Umbria
In Umbria sono 89.735 i residenti stranieri nel 2024
Sono pari al 10,5% della popolazione regionale e il 54,4% di loro sono donne

Perugia, 7 marzo 2025 – Secondo i più recenti dati Istat, al primo gennaio 2024 risultano essere 89.735 i residenti stranieri registrati in Umbria, che sono pari al 10,5% della popolazione regionale totale (854.378). Rispetto all’anno precedente, c’è stato un incremento dell’1,3% (88.571) delle presenze. Sono questi alcuni dei dati umbri emersi durante la presentazione della 34esima edizione del Dossier Statistico Immigrazione 2024, che si è tenuta venerdì 7 marzo presso la sala del Consiglio del palazzo della Provincia di Perugia, organizzata dalla Regione Umbria e da Anci Umbria. Nel report – realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos in collaborazione con il Centro Studi Confronti e l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, sostenuto dall’otto per mille della Chiesa Valdese e da numerose altre strutture, nazionali e regionali, pubbliche e private – si evince anche che le comunità più numerose si confermano quelle provenienti dalla Romania (25,4%), Albania (12,1%), Marocco (10,1%), Ucraina (5,7%) e Macedonia del Nord (3,5%), seguono Cina e Nigeria (3%), Ecuador (2,6%), Moldavia (2,2%) e Filippine (2,1%). L’incidenza più alta di presenze si ha nella provincia di Perugia con un’incidenza del 10,5% (67.394) mentre in quella di Terni è pari al 10,1% (22.341), con una variazione del +1,2%. Il 54,4% degli immigrati, inoltre, sono donne. L’Umbria è la regione con la maggiore incidenza di femminilizzazione dei flussi (regioni del centro media dal 51,3%, dato nazionale 50,5% ). In merito alla natalità, su 4.758 nascite è emerso che solo il 14,2% sono bambini nati da genitori stranieri (675). Un dato che sottolinea che il calo delle nascite riguarda indistintamente tutti i nati di cittadinanza italiana e straniera.

La presentazione del Dossier si è aperta con i saluti introduttivi di Fabio Barcaioli, assessore all’istruzione e alla formazione, al welfare, alle politiche abitative, alle politiche giovanili, alla partecipazione, alla pace e alla cooperazione internazionale della Regione Umbria; Viviana Altamura, delegata Anci Umbria; e Valerio De Cesaris, rettore dell’Università per Stranieri di Perugia. Ha coordinato i lavori Valentina Battiston, dirigente del servizio programmazione della rete dei servizi sociali, integrazione socio-sanitaria, economia sociale e terzo settore della Regione Umbria.

L’assessore regionale Barcaioli ha affermato: “È interessante il focus sulla composizione femminile, vittima di sotto occupazione e sfruttamento lavorativo. Le donne migranti, infatti, sono frequentemente costrette a ricoprire ruoli precari e mal remunerati. Un altro dato significativo riguarda la natalità, le donne straniere e italiane tendono nel lungo periodo ad avere lo stesso numero di figli, il che mette in evidenza come non siano solo gli aspetti culturali a incidere, ma anche quelli lavorativi, l’accesso ai servizi e, più semplicemente, il costo della vita. Questo ci fa riflettere sulla necessità di politiche sociali che rispondano alle reali necessità di chi arriva, per garantire pari opportunità. Inoltre, il dossier sottolinea anche l’importanza dei dati scolastici, che ci mostrano un quadro di immigrazione stabile, fatta di donne, lavoratori e famiglie che smentisce la retorica securitaria più diffusa. Le persone migranti, che investono nel futuro dei loro figli, contribuiscono in modo positivo alla società e all’integrazione scolastica e culturale”. Nel Dossier, infatti, emerge che nell’anno scolastico 2022/2023, sono stati 16.724 gli alunni con cittadinanza non italiana, pari al 14,6% del totale degli iscritti nelle scuole umbre (114.775), di questi il 69,9% è nato in Italia (media nazionale 65,4%). Andando ancora più in dettaglio, nella scuola di infanzia è nato in Italia l’81,8% degli iscritti stranieri; nella primaria il 73,5%, nella secondaria di primo grado il 71,3% e nel secondo grado il 58,4%. Continua, infine, a salire l’incidenza dei giovani con background migratorio che preferiscono il liceo (8,3%) agli istituti professionali e tecnici: è sempre più sfumata infatti la preferenza attribuita dagli studenti con background migratorio agli Istituti di tipo tecnico o professionale.

Subito dopo Viviana Altamura ha affermato: “Anci Umbria è stato sempre un attore chiave nel sistema di accoglienza ed integrazione nel territorio regionale grazie all’azione di coordinamento e governance territoriale,
attivata per fare in modo che il tema immigrazione venisse trattato nel migliore dei modi, e ai numerosi progetti che realizza e segue. È necessario attivare una rete forte e coesa per fare in modo che coloro che arrivino non si trovino a disagio. Da qui l’importanza e la necessità di investire in politiche pubbliche rivolte all’accoglienza e all’integrazione per permettere di rispondere al fenomeno migratorio in modo strutturato e non emergenziale. Il sistema nazionale di accoglienza e integrazione (Sai, ndr) rappresenta per i Comuni un importante strumento di welfare locale. Anci Umbria attraverso un’azione istituzionale e numerose progettualità realizzate ha contribuito a rafforzare la governance territoriale in un’ottica sistemica”. Ad oggi in Umbria sono attivi 16 progetti Sai con 13 Enti locali coinvolti (Castel Ritaldi, Foligno, Gubbio, Massa Martana, Perugia, Spoleto, Narni, Terni, Magione, Gualdo Tadino, Corciano, Panicale e Orvieto).

Ha concluso la carrellata di interventi iniziali Valerio De Cesaris sottolineando che l’immigrazione è un tema strutturale, che ha un trend positivo da oltre mezzo secolo, e che c’è la necessità di dare scientificità al dibattito soprattutto in una regione come l’Umbria, dove è presente un’Università per Stranieri. “Gli immigrati italiani – ha detto – producono il 9-10% del nostro prodotto interno lordo e solo questo dato fa capire come sia ormai un fenomeno strutturale”. Ha poi proseguito sottolineando l’intervento di Altamura, che ha illustrato i percorsi sostenuti da Anci, sostenendo che “sono importanti – ha affermato – perché solo attraverso i percorsi d’integrazione possiamo cambiare le cose, soprattutto per quanto riguarda l’immigrazione femminile. Soltanto con la loro creazione e il loro sviluppo, che la gente vede e conosce, è possibile trasformare la realtà e la percezione che le persone hanno di questo fenomeno. Questi percorsi, infatti, presuppongono la creazione di reti di solidarietà diffuse sul territorio e sono esperienze che cambiano il modo di pensare della gente”.

Dopo gli interventi di apertura sono stati illustrati i contenuti del Dossier da Luca Di Sciullo e Roberta Maria Aricò, rispettivamente, presidente e ricercatrice Centro Studi e Ricerche Idos. “Da oltre cinquant’anni l’Italia è un paese di migrazione e, al di là della retorica che ci vuole sotto assedio, i dati raccontano altro. Nel nostro Paese risiedono circa cinque milioni di cittadini stranieri, un numero stabile da otto anni. Il vero nodo non è l’entità del fenomeno, ma il modo in cui viene gestito, spesso con un approccio rigido e restrittivo. In Umbria, come nel resto d’Italia, si osservano dinamiche significative, in particolare nel settore domestico, dove l’inserimento dei lavoratori stranieri è diffuso. Tuttavia, in molti casi prevale il mercato nero, con condizioni di lavoro precarie e tutele insufficienti”, ha affermato Di Sciullo prima di passare la parola a Eleonora Bigi, responsabile sezione immigrazione, protezione internazionale, promozione della cultura della pace, giovani della Regione Umbria, che ha parlato dell’Umbria nel Dossier. In conclusione si sono tenuti gli interventi di commento a cura degli Enti di supporto del rapporto annuale con Andrea Corpetti, Cgil Regionale, Antonella Violi, presidente del Consiglio di Chiesa Valdese di Perugia, Emanuele Galossi, Fondazione Placido Rizzotto.

ALTRI DATI UMBRI DEL DOSSIER – Nel 2014 in Umbria risiedevano 99.922 stranieri (pari all’11,1% della popolazione totale). In 10 anni si osserva una diminuzione rilevante in valori assoluti (- 11.343). Una dinamica che per l’Umbria, tuttavia, va letta in raccordo con altri importanti trend consolidati, tra cui il dato relativo alla acquisizione delle nuove cittadinanze: nell’intervallo 2010-2023 sono 36.368 i nuovi cittadini italiani (44,3% il tasso di acquisizione), dei quali 3.569 solo nel 2023. C’è da tener conto anche dell’invecchiamento complessivo della popolazione e il suo calo oltre all’assottigliamento della quota in età lavorativa. In particolare, il calo della popolazione nativa mantiene l’Umbria al 5° posto per incidenza sul totale della popolazione autoctona (10,5%) dopo Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Lazio. Ultimo fattore da valutare è la propensione alla stabilizzazione e radicamento territoriale degli immigrati “umbri”, confermato dai ricongiungimenti familiari.

Per quanto riguarda i soli cittadini di Paesi Terzi sono 54.744 (61%) i residenti. Di questi il 64,5% è titolare di un permesso di lungo periodo (dato significativo delle dinamiche di stabilizzazione che da sempre caratterizzano l’Umbria) e il 35,5% di un permesso a termine. Per quanto riguarda i nuovi permessi rilasciati nel 2023 prevalgono i motivi di lavoro (39,5%) e quelli per famiglia (37,7%).
Per quanto riguarda i migranti nel sistema di accoglienza (Cas Prefetture e Sai ex Sprar) si registra un aumento notevole pari a +26,6% (in totale 2.684 persone accolte).

I cittadini stranieri sono decisamente più giovani degli italiani: il 18% si colloca nella fascia di età 0-17 anni (nativi 13,8), segue la fascia tra 18-29 anni in cui si colloca il 15,9% dei giovani adulti (nativi 10,9%), il 28,7% è rappresentato da persone tra 30-44 anni (nativi 29,1%), mentre sono l’8,5% gli ultra 64enni (nativi 29,1%) con un trend in aumento.

Nel lavoro aumentano gli occupati stranieri che rappresentano l’11,4% degli occupati totali in regione e il 28,5% dei disoccupati. Le donne rappresentano il 46,1% degli occupati stranieri (44,3% it) ma sono particolarmente svantaggiate nel segmento dei disoccupati stranieri dove si arriva al 67,8%. Infine, permane per i lavoratori stranieri una storica tendenza all’inserimento subalterno (88,7%) nel mercato del lavoro (maggiore precarietà, probabilità più alta di minore retribuzione o di una occupazione a bassa qualifica: sottoccupazione al 6,2% (2,1% per gli italiani) e la sovraistruzione al 45,9% (31,0% per gli italiani). I principali comparti dove sono maggiormente occupati sono quelli dei servizi con il 62,2% di presenze (di cui 9,2% nel commercio), l’industria con il 34,4% (di cui il 14,7% nelle costruzioni), nel lavoro domestico per il 21,1% e in agricoltura per il 3,4%.

Sale il numero delle imprese con titolare nato all’estero (sono 9.997, + 2,1%) e rappresentano il 10,8% del totale delle imprese: il 71,6% sono condotte da Cittadini extra UE e il 27,1% sono imprese femminili (percentuale più elevata della media nazionale al 24,6% e di quella delle regioni del centro). I principali comparti – che raggruppano circa i due terzi delle attività imprenditoriali condotte con imprese straniere (64,7%) – sono nel commercio (29,5%), nelle costruzioni (27,4%) e nella ristorazione (7.8%). Le principali nazionalità dei titolari di impresa per Paese di nascita sono la Romania con il 15%, il Marocco con il 14,8%, l’Albania con il 14,4%, la Nigeria con il 6,6% e la Cina con il 5,8%.




PRESENTAZIONE DELLA 34ESIMA EDIZIONE DEL DOSSIER STATISTICO IMMIGRAZIONE – 7 MARZO

La presentazione è in programma venerdì 7 marzo (ore 10,30) presso la sala del Consiglio del Palazzo della Provincia di Perugia

L’iniziativa è organizzata dalla Regione Umbria e da Anci Umbria

Perugia, 5 marzo 2025 – Venerdì 7 marzo, alle ore 10,30, presso la sala del Consiglio del palazzo della Provincia di Perugia, si svolgerà la presentazione della 34esima edizione del Dossier Statistico Immigrazione 2024, realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos in collaborazione con il Centro Studi Confronti e l’Istituto di Studi Politici  “S. Pio V”, sostenuto dall’otto per mille della Chiesa Valdese e da numerose altre strutture, nazionali  e regionali, pubbliche e private. Durante l’iniziativa, organizzata dalla Regione Umbria e da Anci Umbria, sarà fatto un focus specifico sugli indicatori e i dati del fenomeno migratorio in Umbria.

L’iniziativa si aprirà con i saluti introduttivi di Fabio Barcaioli, assessore all’istruzione e alla formazione, al welfare, alle politiche abitative, alle politiche giovanili, alla partecipazione, alla pace e alla cooperazione internazionale della Regione Umbria; Viviana Altamura, delegata Anci Umbria; e Valerio De Cesaris, rettore dell’Università per Stranieri di Perugia. Coordinerà i lavori Valentina Battiston, dirigente del servizio programmazione della rete dei servizi sociali, integrazione socio-sanitaria, economia sociale e terzo settore della Regione Umbria.

Dopo la proiezione del video di presentazione, saranno illustrati i contenuti del Dossier da Luca Di Sciullo e Roberta Maria Aricò, rispettivamente, presidente e ricercatrice Centro Studi e Ricerche Idos. Successivamente Eleonora Bigi, responsabile sezione immigrazione, protezione internazionale, promozione della cultura della pace, giovani della Regione Umbria, parlerà dell’Umbria nel Dossier.

Seguiranno gli interventi di commento a cura degli Enti di supporto del rapporto annuale con: Andrea Corpetti, Cgil Regionale, Antonella Violi, presidente del Consiglio di Chiesa Valdese di Perugia, Emanuele Galossi, Fondazione Placido Rizzotto.

Le conclusioni saranno affidate a Stefania Proietti, presidente Regione Umbria.

Lo scopo dell’importante Dossier nazionale è di elevare, in tema di immigrazione e di integrazione dei migranti, il grado di conoscenza del pubblico attraverso un’analisi quanto più rigorosa e ragionata dei dati. In questo modo il rapporto si propone come un sussidio utile a studiosi, operatori, funzionari, politici e comuni cittadini per documentarsi sul tema o approfondire singoli aspetti, offrendo una lettura multidimensionale dei processi migratori, complessi e irreversibili e come tali da governare senza sottovalutarne le problematiche ma consapevoli dei benefici che da esso possono derivare. Il Dossier dedica un approfondimento specifico ai singoli contesti regionali e territoriali, corredando l’intero volume con un’ampia e puntuale appendice statistica sugli argomenti trattati.




ENRICO VALENTINI È IL NUOVO PRESIDENTE DI ANCI UMBRIA PRO.CIV.

È stato eletto all’unanimità durante l’assemblea dei soci

Enrico Valentini è il nuovo presidente di Anci Umbria ProCiv

Il sindaco di Gualdo Cattaneo subentra a Letizia Michelini, attuale consigliera regionale

Pino Bistacchi, assessore di Castiglione del Lago, è il vicepresidente

Perugia, 4 marzo 2025 Enrico Valentini, sindaco del Comune di Gualdo Cattaneo, è il nuovo presidente di Anci Umbria ProCiv che subentra al posto di Letizia Michelini, già sindaca del Comune di Monte Santa Maria Tiberina ed attuale consigliera regionale. È stato eletto durante l’assemblea dei soci di Anci Umbria ProCiv che si è tenuta lunedì 3 marzo presso la sala del Consiglio della provincia di Perugia alla presenza di Federico Gori, presidente di Anci Umbria, e di Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, che ha portato i suoi saluti. Il ruolo di vicepresidente, invece, è stato assegnato a Pino Bistacchi, assessore del Comune di Castiglione del Lago.

Ad aprire l’assemblea è stato Federico Gori che ha dichiarato: “Oggi è una giornata molto importante, perché proseguiamo l’iter di completamento delle consulte ed associazioni, mettendo un altro tassello fondamentale con Anci Umbria Prociv”. Gori ha proseguito sottolineando come oggi l’associazione, nata 10 anni fa grazie a un’intuizione del direttore Silvio Ranieri, rappresenta una costola di Anci Umbria e un punto di riferimento solido per i Comuni, nonché un’eccellenza a livello nazionale. Altamente qualificata, nel tempo ha conseguito molteplici obiettivi, perché particolarmente attenta alla materia di protezione civile, così complessa e in costante evoluzione.

Nel corso del suo intervento Stefania Proietti ha voluto sottolineare come Regione e Comuni abbiano un’enorme responsabilità sia per quanto concerne l’organizzazione e gestione dell’emergenza che per le molteplici attività di prevenzione. Ha poi ringraziato la precedente amministrazione regionale per aver portato a compimento l’iter della nuova legge di protezione civile, passaggio certamente necessario ed urgente, ma ha voluto precisare che molto ancora deve essere fatto, in primis ufficializzare la collaborazione con Anci Umbria ProCiv. Proietti ha concluso il suo intervento invitando il presidente di Anci Umbria e la struttura di Anci Umbria ProCiv il prossimo 11 marzo al Centro Regionale di protezione civile, data in cui verranno in visita il Ministro per la protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci e il Commissario alla ricostruzione Fabrizio Curcio.

Ha chiuso la carrellata dei saluti istituzionali la presidente uscente Letizia Michelini che, commossa, ha voluto ringraziare il direttore, i tecnici e il personale amministrativo di Anci Umbria ProCiv per il lavoro fatto insieme in questi ultimi anni, che ha visto una forte crescita professionale dell’associazione. Periodo caratterizzato dalla pandemia e da altre emergenze locali, ma anche da progetti extra-regionali e corsi formativi rivolti ai tecnici comunali sull’utilizzo dei dati in ambiente Gis. Michelini ha poi dichiarato: “L’associazione nasce in Umbria e lavora prioritariamente per l’Umbria. Ma quello che siamo stati in grado di sviluppare negli anni è sicuramente un riconoscimento delle professionalità dei nostri tecnici. Motivo di orgoglio è che altri Comuni ed altre Anci si siano avvalsi della nostra struttura. Per me questa associazione ha significato tanto e tanto altro ancora potremo fare insieme”. Ha concluso il suo intervento illustrando nel dettaglio la relazione attività relative al 2024, ponendo l’accento sul fatto che la struttura è stata rafforzata con nuovi tecnici professionisti.

Terminati gli interventi e i saluti istituzionali, si sono svolte le elezioni che hanno visto il sindaco di Gualdo Cattaneo, che ha ricoperto negli anni passati il ruolo di coordinatore della consulta di protezione civile per Anci Umbria, eletto per acclamazione all’unanimità.

Enrico Valentini, dopo aver ringraziato tutti i Sindaci per la fiducia riposta in lui, ha salutato la presidente uscente, il direttore e tutta la struttura. Ha proseguito il suo intervento affermando: “Anci Umbria ProCiv ricopre un ruolo fondamentale. Grazie al supporto che costantemente garantisce ai Comuni soci, ha permesso di raggiungere obiettivi importanti nell’ambito della pianificazione. Infatti, l’Umbria vanta oltre il 90% di Comuni dotati di un piano multirischio aggiornato alla normativa vigente. Il rapporto diretto con i Sindaci è un aspetto che rende l’operatività ed efficienza della struttura unica nel suo genere. Siamo una best practice che a livello nazionale deve essere conosciuta e riconosciuta”. Valentini ha terminato il suo primo intervento in qualità di nuovo presidente sottolineando la necessità di portare la protezione civile ovunque, partendo dalle realtà scolastiche. Obiettivo prioritario sarà sicuramente quello di costruire nuovi rapporti solidi con la Regione Umbria.

Su proposta dei Presidenti di Anci Umbria e Anci Umbria ProCiv sono stati definiti i criteri per la composizione del Consiglio Direttivo, che si riunirà prossimamente anche per l’approvazione del bilancio dell’associazione. Continuerà a ricoprire il ruolo di direttore Silvio Ranieri, segretario generale di Anci Umbria.

 




ANCI UMBRIA PROCIV, NEI PROSSIMI GIORNI SI TERRÀ L’ASSEMBLEA DEI SOCI PER IL RINNOVO DEGLI ORGANI DIRETTIVI

La presidente uscente Letizia Michelini: “Auguro all’associazione di consolidare ancora di più la sua esperienza, di crescere, di fare ricerca ed innovazione”

PERUGIA 10 febbraio 2025 – È tutto pronto per l’assemblea dei soci di Anci Umbria ProCiv, l’associazione nazionale dei Comuni dell’Umbria per la protezione civile, in programma nei prossimi giorni. Un appuntamento molto importante in quanto saranno eletti i nuovi organi direttivi. Di certo l’attuale presidente Letizia Michelini, già sindaca del Comune di Monte Santa Maria Tiberina, dovrà lasciare il posto ad un altro primo cittadino vista la sua recente elezione a consigliera regionale.

Quindi dopo quasi quattro anni sotto la guida di Michelini (eletta il 30 luglio del 2021), l’associazione si prepara a cambiare i suoi vertici.

Letizia, che potenziale ha Anci Umbria ProCiv oggi?

“L’associazione ha un enorme potenziale, che ha già sviluppato nel tempo grazie al know-how di professionisti della protezione civile che, con il loro lavoro di supporto ai Comuni, sono riusciti anche a creare un anello di congiunzione funzionale con la protezione civile regionale. Il supporto dei tecnici di Anci Umbria ProCiv è diventato fondamentale per i Comuni, che non possono più farne a meno, e va in direzione del rafforzamento dell’asset protezione civile – Comuni, diventato di primaria importanza date anche le responsabilità che ne conseguono e i fenomeni metereologici avversi che sempre più di frequente colpiscono i nostri territori, che non devono coglierci impreparati”.

Qual è secondo lei l’iniziativa più importante legata all’attività di Anci Umbria ProCiv?

“Lo sono state tutte quelle che abbiamo svolto, perché la più importante è quella che l’associazione compie quotidianamente a supporto dei Comuni umbri, che ha garantito anche una pianificazione omogenea sui territori e la realizzazione di un codice di comunicazione unico tra Comuni, Regione e Province. Ovviamente, c’è stata anche l’occasione di poter dare un supporto, con progettualità assolutamente stimolanti, ad altri territori al di fuori della nostra regione. Nel corso degli anni abbiamo collaborato con zone che sono state fortemente colpite dalle calamità naturali come Chiavari e Senigallia. Questo è successo perché sono note le capacità organizzative e le competenze dei nostri professionisti. Collaborare con altri territori ci ha inorgoglito, è un riconoscimento del lavoro fatto, dell’esperienza e del know-how acquisito. È un elemento che ha portato maggiore visibilità e ha fatto conoscere la nostra associazione al di fuori dei nostri confini regionali”.

Qual è il ricordo più bello di questa esperienza?

“Sono i momenti di condivisione trascorsi con i professionisti di Anci Umbria ProCiv e con il direttore Silvio Ranieri. Momenti che sono stati anche difficili come, ad esempio, quelli che abbiamo vissuto nel periodo del Covid o quelli legati alle tante difficoltà che la nostra associazione ha attraversato nel corso di questi anni e che è riuscita a superare egregiamente grazie al lavoro di tutti. Sicuramente quello che mi porterò dietro da questa esperienza sono i rapporti umani, costruiti e consolidati nel tempo, che rimarranno per sempre”.

Cosa potrebbe fare ed augurare per il futuro di Anci Umbria ProCiv?

“Per me Anci Umbria ProCiv deve essere maggiormente valorizzata dalla Regione Umbria e, nel ruolo che oggi ricopro all’interno dell’Assemblea Legislativa dell’Umbria, cercherò di perseguire questo obiettivo al meglio. Cercherò di far sì che la protezione civile regionale possa, in maniera funzionale, sfruttare questo anello di congiunzione che questa associazione ha con i Comuni umbri. Quindi, auguro ad Anci Umbria ProCiv – conclude Letizia Michelini – di consolidare ancora di più la sua esperienza, di crescere, di approfondire sempre di più il tema della protezione civile, di fare ricerca ed innovazione anche in questo settore per sviluppare strumenti che possano essere di aiuto agli Enti locali”.




DESERTIFICAZIONE BANCARIA: IL PRESIDENTE GORI CHIEDE UN TAVOLO TECNICO ALLA REGIONE

Il presidente di Anci Umbria lancia un appello a tutela soprattutto dei Piccoli Comuni

Perugia, 10 febbraio 2025 – “Anci Umbria denuncia da anni il pericoloso fenomeno della desertificazione dei servizi nei piccoli Comuni della regione e gli ultimi dati messi a disposizione da Banca d’Italia e Istat, in merito alle chiusure bancarie, confermano questo trend preoccupante. Al 31 dicembre 2024, sono 32, circa un terzo del totale, i Comuni umbri rimasti senza sportelli bancari, con un incremento del 4,3% rispetto all’anno precedente.

Per questo, come Anci Umbria, chiediamo alla Regione Umbria l’istituzione di un tavolo tecnico per limitare il più possibile questa situazione e individuare soluzioni alternative in grado di invertire il trend. Queste misure dovranno essere condivise e supportate da tutti i livelli istituzionali.

Non si tratta esclusivamente di desertificazione bancaria, postale o di altri servizi essenziali per la vivibilità dei territori marginali, considerando che l’Umbria è sempre più caratterizzata da aree interne, ma di una questione più ampia: prendersi cura della nostra Comunità Regionale, senza distinzioni di ordine demografico o di luogo di residenza. Credo che sia giunto il momento di cercare concretamente una soluzione al problema che riguarda cittadini e imprese che, con tenacia, provano a resistere, soprattutto nei territori marginali e fragili, nonostante un’economia e una società in rapido cambiamento. Serve un approccio pratico e non ideologico, che non guardi esclusivamente all’aspetto economico e aziendale, ma anche a quello sociale”.

È quanto dichiara Federico Gori, presidente di Anci Umbria, in merito ai dati pubblicati dall’Osservatorio della desertificazione bancaria di First Cisl, basati sulle rilevazioni di Banca d’Italia e Istat.




IMMIGRAZIONE: PREFETTURA DI PERUGIA E ANCI UMBRIA PER SOSTEGNO A ACCOGLIENZA E IMMIGRAZIONE

Presentato il progetto Fami-Iris (Informazione per il rafforzamento e l’integrazione dei servizi per l’accoglienza) ed insediato il tavolo tecnico per la gestione delle vulnerabilità dei migranti

Perugia, 06 febbraio 2025 – Alla presenza di innumerevoli rappresentanti dei servizi e delle istituzioni locali, martedì 4 febbraio presso la sala del Consiglio del Palazzo della Provincia di Perugia, è stato presentato il progetto Iris (Informazione per il rafforzamento e l’integrazione dei servizi per l’accoglienza). È finanziato con il Fondo Asilo Migrazione ed Integrazione 2021-2027 (Fami) e sarà attuato dalla Prefettura di Perugia (in qualità di capofila) in partenariato con Anci Umbria e con il supporto della Regione dell’Umbria, della Prefettura di Terni e della Questura di Perugia.

Il progetto, della durata di 18 mesi, raccoglie le indicazioni e prospettive raccolte nel corso dell’ultimo anno di lavoro integrato, svolto in seno al Copai (Coordinamento provinciale per l’accoglienza e l’integrazione), nato all’interno delle attività del Consiglio territoriale per l’immigrazione di Perugia. Con questo progetto si intende migliorare la funzione di indirizzo e di orientamento dei processi di governance migratoria territoriale in uno spirito di programmazione partecipata e condivisa. È destinato a 150 operatori pubblici e privati (100 pubblici e 50 privati) che operano a vari livelli nei servizi pubblici territoriali rivolti all’utenza straniera (Comuni, Prefetture, Questure, Aziende sanitarie e Azienda ospedaliera) e del terzo settore impegnato nella prima e seconda accoglienza (Cas – Centri di accoglienza straordinaria e Sai – Sistema di accoglienza e integrazione).

Tra le azioni principali di governance territoriale previste dal progetto ci sono: l’armonizzazione delle attività di accoglienza dei richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, il rafforzamento della capacità operativa degli uffici e degli operatori pubblici e privati; azioni di mediazione culturale-linguistica a supporto delle attività di monitoraggio dei centri di accoglienza-gestione del conflitti-supporto alla presa in carico dei vulnerabili, percorsi di studio e sviluppo di nuovi e più efficaci protocolli  volti a standardizzare procedure. In seno al Copai, grazie al supporto che il progetto svolgerà, saranno attivati tavoli specifici sulle principali criticità rilevate nei processi di gestione dei flussi migratori: minori stranieri non accompagnati-emergenza abitativa-mappatura dei servizi (con particolare riferimento a quelli di prossimità), maggiore raccordo tra la prima e seconda accoglienza. Sarà inoltre potenziato il sito “Rifugiati in Umbria” per disseminare la conoscenza sui progetti attivi, risultati conseguiti e aspetti informativi quantitativi e qualitativi aggiornati.

Nel corso della riunione, inoltre, si è insediato il tavolo tecnico provinciale per la gestione dei vulnerabilità che si occuperà dei sistemi di rilevazione e presa in carico delle persone portatrici di vulnerabilità in arrivo sul territorio ed inserite nel sistema di protezione e di accoglienza. Il tavolo vede la partecipazione di tecnici e responsabili dei servizi sociali dei Comuni e sanitari della Usl Umbria 1 e Usl Umbria 2, dell’Azienda ospedaliera di Perugia, della Commissione richiedente protezione, dell’ufficio Immigrazione della Questura e della Prefettura, dei servizi antitratta, di Anci Umbria, della Regione e degli enti gestori dei centri di accoglienza del territorio.




SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE: OPEN DAY ANCI UMBRIA 3 E 5 FEBBRAIO

Sono in programma lunedì 3 e mercoledì 5 febbraio. Previsti open day anche in altri Comuni della regione. Il bando resterà aperto fino al 18 febbraio 2025 (ore 14)

Perugia, 30 gennaio 2025 Lunedì 3 e mercoledì 5 febbraio, dalle ore 9 alle 15, presso la nuova sede Anci Umbria, in via Palermo 86/A a Perugia, sono in programma due open day del Servizio Civile Universale. Gli operatori locali di progetto saranno a disposizione di coloro che vogliono visitare gli uffici dell’Associazione, avere informazioni in merito ai progetti del bando e sul network di Anci Umbria.

Tra i Comuni che hanno aderito, sono ancora in programmazione gli open day di: Campello sul Clitunno (in programma lunedì 3 e martedì 4 presso la sede del Museo etnografico della civiltà contadina), Gualdo Tadino (giovedì 6 presso il palazzo comunale), Gubbio (tutti i giorni feriali fino a venerdì 7, presso l’ufficio Informagiovani), Montefalco (tutti i giorni feriali fino a venerdì 7, presso la biblioteca comunale), Orvieto (tutti i giorni feriali fino a giovedì 6, presso la sala operativa della protezione civile; il 6 presso la nuova biblioteca pubblica Luigi Fumi), Perugia (lunedì 3 presso la biblioteca Augusta; martedì 4 e mercoledì 5 presso le biblioteche degli Arconi, Sandro Penna e degli Armeni; martedì 4 presso palazzo Grossi), Porano (mercoledì 5 presso sede comunale), Terni (sabato 1 presso la sede del Municipio, domenica 2 presso gli uffici Municipio dislocati di via Roma 36).

Si ricorda che il bando scadrà alle ore 14 del 18 febbraio 2025 (le domande di partecipazione dovranno essere presentate esclusivamente in modalità on line https://domandaonline.serviziocivile.it). Sono 158 i posti disponibili – di cui 13 per volontari con disabilità e 4 per volontari con basso reddito – che saranno dislocati in 40 sedi diverse tra Comuni ed Enti locali.

Ulteriori informazioni sul bando sono disponibili nel sito di Anci Umbria al link: https://anci.umbria.it/pubblicato-il-bando-del-servizio-civile-2025-scadenza-18-febbraio/.




A ROMA LA PRIMA RIUNIONE DELL’UFFICIO DI PRESIDENZA DI ANCI NAZIONALE

FERDINANDI: “AL PRIMO POSTO IL CONTRASTO ALLE FRAGILITÀ SOCIALI ED ECONOMICHE” 

Si è tenuta ieri a Roma la prima riunione dell’Ufficio di Presidenza di Anci Nazionale alla presenza del coordinamento dei delegati nelle diverse materie di interesse dell’Associazione. Nel corso dell’incontro, la Sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi è intervenuta in qualità di responsabile nazionale sui temi delle pari opportunità, famiglie, inclusione e pace, sottolineando quanto sia davvero importante, non più rinviabile, avviare una nuova fase che permetta ai comuni, che per primi e maggiormente toccano la pelle delle persone e hanno la possibilità di intervenire nel modificare le azioni dei cittadini e delle cittadine, di essere pionieri di una rivoluzione di sguardi. “È il percorso che, insieme al Presidente Manfredi, intendiamo compiere per essere maggiormente attrezzati a rispondere concretamente alle grandi sfide alle quali le amministrazioni sono chiamate a dare risposte, in un momento così segnato da fragilità sociali ed economiche sempre più diffuse”. 

“Per costruire città più coese, le deleghe all’inclusione sono fondamentali: non si possono avere città integre se non ci prendiamo cura per primi dei margini e degli ultimi e per questo motivo iniziare a strutturare le risposte sulle esigenze dei più fragili, tra i quali ci siamo anche noi donne, segna il primo passo concreto per avere città non solo più belle, ma soprattutto più sicure”.

“Il femminicidio di Gualdo Tadino, il primo di questo nuovo anno – ha ricordato Ferdinandi – ci ribadisce che la violenza contro le donne non è un fatto privato, né rappresenta mai un episodio isolato. È il risultato di un sistema fatto di pregiudizi, sopraffazione e anche di esclusione delle donne dalla vita pubblica. È radicata nei nostri modelli culturali e per combatterla serve un cambiamento profondo, un ribaltamento di prospettiva”. 

“L’impegno con Anci – prosegue – è fondamentale per amplificare la nostra voce e affermare insieme ad altri enti locali la necessità di disporre di maggiori risorse anche nel contrasto alla violenza di genere, affinché l’accesso a strumenti come ad esempio quello del ‘Reddito di Libertà’ venga semplificato. Inoltre, sarà prioritario lavorare alla rete dei servizi antiviolenza, ancora troppo disomogenea, e rafforzare i percorsi di accompagnamento per aiutare le donne a ritrovare autonomia e dignità, sia nella società che nel mondo del lavoro”. 

“Come delegata nazionale – conclude la prima cittadina di Perugia – mi batterò affinché il Governo si impegni a sostenere maggiormente i Comuni nella loro azione di supporto orientato verso la conciliazione tra vita lavorativa e familiare, promuovendo servizi e rendendoli maggiormente accessibili a tutti e tutte: abbiamo il dovere di costruire politiche in difesa dei territori, delle comunità e soprattutto delle persone e sarà una mia priorità farlo con tutta la passione e la determinazione che meritano”.

Comunicato stampa del Comune di Perugia 

 




SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE: 158 POSTI DISPONIBILI IN 40 COMUNI DEL CIRCUITO ANCI UMBRIA

Il bando resterà aperto fino al 18 febbraio 2025. Domande online

Perugia, 3 gennaio 2025 Sono 158 le posizioni aperte – di cui 13 per volontari con disabilità e 4 per volontari con basso reddito – con il nuovo bando del Servizio civile universale, che dovranno collaborare nei 10 progetti diversi del network di Anci Umbria. Le domande di partecipazione dovranno essere presentate esclusivamente in modalità on line (https://domandaonline.serviziocivile.it) entro e non oltre le ore 14,00 del 18 febbraio 2025. È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto ed un’unica sede.

Svolgere il Servizio civile con Anci Umbria significa vedere la macchina amministrativa da una prospettiva interessante e privilegiata; permetterà ai volontari di dedicare alcuni mesi per approfondire i temi della cittadinanza e della partecipazione alla vita della propria comunità. Sarà un’importante occasione di formazione e di crescita personale e professionale legata a progetti culturali, sociali ed economici.

Inoltre, per i giovani che partecipano al servizio civile per la sua intera durata è previsto: la riserva di una quota del 15% nei concorsi pubblici; la valutazione dell’esperienza nei concorsi pubblici con le stesse modalità e lo stesso valore del servizio prestato presso la Pubblica Amministrazione e può valere come titolo di preferenza; il riconoscimento del servizio ai fini del trattamento previdenziale (riscattabile); un periodo di tutoraggio (di 1, 2 o 3 mesi) per facilitare l’ingresso nel mondo del lavoro o un periodo da uno a tre mesi in uno dei paesi dell’Unione Europea.

Il bando è rivolto a ragazzi e ragazze che abbiano tra i 18 e i 28 anni compiuti, in possesso della cittadinanza italiana. 

Tutti i progetti hanno una durata di 12 mesi con un orario settimanale di 25 ore. Prevedono la certificazione o attestazione delle competenze e un percorso di orientamento al lavoro. Ai volontari è riconosciuto un contributo economico mensile pari a euro 507,30 e l’attestato di fine servizio.

Dei 158 posti a disposizione, 7 saranno riservati ad Anci Umbria mentre gli altri saranno dislocati in altri 40 Comuni/Enti: Allerona (2), Alviano (1), Amelia (2), Baschi (2), Bastia Umbra (3), Campello sul Clitunno (2), Castel Giorgio (1), Castel Ritaldi (3), Castel Viscardo (2), Costacciaro (2), Fabro (2), Ficulle (1), Foligno (4), Fossato di Vico (2), Giano dell’Umbria (3), Gualdo Tadino (4), Guardea (2), Gubbio (18), Lisciano Niccone (2), Lugnano in Teverina (2), Magione (1), Monte Castello di Vibio (2), Monte Santa Maria Tiberina (1), Montecchio (2), Montefalco (1), Montone (1), Nocera Umbra (2), Orvieto (8), Paciano (2), Parrano (2), Penna in Teverina (2), Perugia (10), Porano (1), Scheggia e Pascelupo (1), Sigillo (1), Spello (2), Spoleto (23), Terni (20), Trevi (2), Valfabbrica (3), Valtopina (2), Prefettura di Perugia (2).